Angri, Elvea: un’azienda che riecheggia nel mondo
La grande e imponente azienda ELVEA fu fondata nel lontano 1885 dalla famiglia romana VITELLI. Strategicamente sorta nei pressi della stazione ferroviaria di Angri in modo da permettere ai treni merci di spedire direttamente oltre i confini.
Uno dei tanti cavalli di battaglia è sempre stato il pomodoro conservato in scatola o in bottiglia, ma negli anni ’40, affiancato al tradizionale punto di forza, venne introdotta la cotognata: una marmellata di mele cotogne che, perfezionata grazie alla collaborazione di Eliodoro Del Pezzo, allievo di Caflish di Napoli, importante marchio borbonico, ebbe un forte successo sull’intero planisfero.
Agli inizi degli anni ’50, l’azienda, sotto la guida di Arturo Vitelli, lavorava qualsiasi cosa conservata.
Successivamente fu rilevata dalla società SPINETA di proprietà dei Conti Delbalzo. Con i nuovi proprietari, conobbe il suo periodo più scuro, la produzione fu dismessa e la proprietà passò al Gruppo AR diretto dal Sig. Antonino Russo.
Nello stabilimento fu messa in funzione una linea di produzione di barattoli metallici per i pomodori pelati, mentre la restante parte della struttura fu adibita a deposito conserviero.
Adiacente all’Elvea scorre il tanto discusso canale di San Tommaso, famoso negli anni passati col nome di: “O’ ciummariell e Vitell”.
Il marchio ELVEA, famoso in tutto il mondo, ancora oggi è richiesto in esclusiva da Stati come Belgio e Liechtenstein.
Un erede della famiglia Vitelli, Luigi, ha conservato il prestigioso marchio fondando un’azienda di commercializzazione con etichetta “ELVEA”, situata a San Valentino Torio.
Nel cuore e nella mente degli angresi, oggi di una certa età, è rimasto il suono della sirena detta “Tufa” che preannunciava la fine e l’inizio dei vari turni di lavoro, sia di giorno e di notte. All’udire del potente suono ognuno esclamava: “A’ tufa e Vitell’!”.
Angri via di Mezzo: esposta nella Cappella Pisacane una delle statue restaurate dei Sette Dormienti
In occasione dei festeggiamenti dei SS. Cosma e Damiano, presso la Cappella Pisacane di via di Mezzo è stata esposta una delle sette statue restaurate grazie al contributo e all'impegno profuso dall'Associazione Panacèa e dagli abitanti del borgo.
Il gruppo scultoreo dei Sette Santi Dormienti di Efeso, è unico su tutto il territorio nazionale, infatti in tutta Italia non esistono statue, affreschi o dipinti che raffigurino questi sette Santi paleocristiani.
Per conoscere la Leggenda dei sette Santi Dormienti di Efeso, clicca qui.
20 Luglio 1969: 44 anni fa il primo uomo sulla Luna
Nella notte tra il 20 e il 21 luglio di quarantaquattro anni fa lo sbarco dell'uomo sulla Luna. Dopo un viaggio durato quattro giorni, iniziato il 16 luglio 1969 alle 9.32 (ora americana) tre uomini arrivarono in orbita lunare.
Neil Armstrong e Edwin Aldrin salirono sul LEM (Lunar Excursion Module) e si sganciarono dal modulo Apollo 11 dove rimase a bordo Michael Collins.
Alle 22:17:40 (ora italiana) del 20 luglio il Modulo Lunare battezzato Eagle toccava il suolo lunare in una zona chiamata Mare della Tranquillità. Alle 4:56 (ora italiana) del 21 luglio 1969 (negli Usa era ancora il 20 luglio), Neil Armstrong metteva piede sulla Luna.
"Un piccolo passo per l’ uomo, una grande passo per l’ umanità." Tra tutte le frasi che hanno segnato il corso della storia, probabilmente quella di Neil Armstrong è quella che suscita ancora tanta emozione.
La missione terminò il 24 dello stesso mese con l'ammaraggio della navicella Apollo nell'Oceano Pacifico. Erano stati necessari anni e circa 25 miliardi di dollari per la realizzazione di un sogno coltivato dall’ uomo per migliaia di anni in una corsa alla conquista dello spazio condivisa tra Stati Uniti ed Unione Sovietica.
Angri 8 e 9 giugno 2013 Sagra della Grangia di Pizzauto - XVI Edizione
Angri, nel Quartiere Alfano in via Michelangelo, sabato 8 e domenica 9 giugno 2013 si terrà la sedicesima edizione della Sagra della Grangia di Pizzauto una manifestazione storico-culinaria alla riscoperta degli antichi sapori della nostra terra organizzata dalla Parrocchia Santa Maria delle Grazie.
Lo spettacolo dei comici di Made in Sud, le esibizioni di danza e musica accompagneranno la degustazione di gustosi piatti tipici delle nostre terre.
Ma che cos’è la Grangia di Pizzauto? Alla fine del Trecento Giacomo Arcuccio, signore di Capri e Gran Camerario del Regno Angioino, donò ai Padri Certosini di S. Giacomo di Capri il Feudo di Cancelleria, che comprendeva vasti territori ricadenti oggi nei comuni di Angri, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità e Scafati.
Sulla strada che congiunge Angri con S. Antonio Abate l'Arcuccio fece erigere, in occasione della nascita del suo secondo figlio maschio, in località Pizzauto (oggi territorio angrese in prossimità dei confini della Parrocchia), una Grangia, ovvero una fattoria , gestita da monaci stessi, per lo sfruttamento dei terreni.
Il complesso, passato negli anni ad un privato, si presenta oggi in una veste complessivamente settecentesca presentando pesanti deturpazioni dovute all'incuria, alle guerre e al sisma del 1980.
La sagra vuole essere un momento importante per ravvivare la memoria storica di Angri.
Angri, Certosa di San Giacomo, un importantissimo pezzo di storia completamente dimenticato
Ad Angri esiste un importantissimo bene storico, si tratta della "Certosa di San Giacomo". Questa Certosa è stata costruita tra il 1375-1381 da Giacomo Arcuccio, signore di Capri e gran Camerario del Regno Angioino. Arcuccio alla nascita del suo primo figlio, per ringraziamento, fece erigere, anno 1371, la certosa di "San Giacomo" in Capri, donandola ai certosini di Capri. Giacomo Arcuccio, possessore di un vastissimo feudo detto di Cancelleria e di Paludicella (territorio che comprendeva vasti terreni ricadenti oggi nei comuni di Angri, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità e Scafati) , fece eriggere, appunto, tra il 1375-1381, una nuova Certosa dedica,anche essa, all'Apostolo Giacomo in zona, allora denominata, Pizzauto (oggi territorio angrese su via pozzo dei Goti in prossimità dei confini con Sant'Antonio Abate).
Tutto il feudo fu poi, donato ai monaci Certosini di Capri e fu trasformata in una Grangia, ovvero una fattoria , gestita dai monaci stessi, per lo sfruttamento dei terreni.
Con l'avvento napoleonico, 1806, fu promulgata una legge che aboliva alcune istituzioni cattoliche, tra cui, l'ordine dei certosini. La Certosa di "San Giacomo Apostolo" in Angri fu venduta prima al Caveliere Andrea Dini, che la utilizzò come magazzino, poi venduta ai pricipi di Cerenzia Giannuzzi Savelli, i quali, da ultimo, lottizzarono i beni e la stessa Certosa, cedendoli ai contadini del luogo, siamo intorno agli anni 1950.
Con il sisma degli anni'80, la sovrindenza ai beni culturali di Salerno decise di porre il vincolo storico sulla Certosa, ma nulla è stato fatto da allora. La Certosa di "San Giacomo Apostolo" in Angri versa in un totale stato di abbandono. Nessun ente, statale, comunale o religioso, si è impegnato alla salvaguardia della Certosa di "San Giacomo".
Oggi la Grangia si presenta in una veste complessivamente settecentesca presentando pesanti deturpazioni dovute all'incuria, alle guerre e al sisma del 1980. Completamente fatiscente, rappresenta un vero e proprio pericolo soprattutto nella parte posteriore, dove transitano molte persone, oltre a bambini, il pericolo di un crollo non è da trascurare in quanto, privata del tetto è soggetta ad infiltrazioni di acqua piovana.
Auguriamoci che queste parole possano essere ascoltate, e servire a fare qualcosa per un pezzo di storia angrese abbandonato e sconosciuto a molti.
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(Foto di Pasquale Somma)
Angri e la tradizione: la Notte della Puella
Nella notte che precede il 29 agosto, giorno in cui Angri festeggia il martirio di San Giovanni Battista, patrono della città, le donne compiono il rito della puella, una tradizione centenaria.
Fuori dal balcone si pone un barattolo di vetro pieno di acqua nel quale si versa l'albume di un uovo (in passato al posto del bianco d'uovo si usava del piombo fuso) e su di esso si fa per tre volte il segno di croce. Nel giorno della decollazione del Battista, le donne studiano il masso di piombo (l'uovo) e a seconda della forma che ha assunto si interpretano eventi felici o disgrazie.
Lo storico Arbitro Concetto Lo Bello visse proprio ad Angri una delle giornate più brutte della sua carriera
Concetto Lo Bello, il re degli arbitri, come molti lo definirono, un professionista inflessibile, sicuro ed unico, che per il suo stile e la sua classe riuscì a diventare l'arbitro più famoso al mondo, in una intervista televisiva nella famosissima trasmissione "La domenica sportiva" risponedendo alla domanda "se avesse avuto mai paura" dichiarò :
<< Si, una sola volta. Fu ad Angri, un paese della provincia di Salerno. Era l’anno 1949.>>

Angri - La Festa di San Giovanni: origini, culto, ricorrenze e folclore
GENESI DEL CULTO
La festa di San Giovanni B. si relaziona alle leggende legate al solstizio d’estate quando il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva rispetto all’equatore celeste, il giorno prevarica fino al suo massimo sulla notte.
Simbolicamente ciò rappresenta l’esplosione della vita, nella luce della saggezza, della conoscenza e della intelligenza, dopo il buio inverno in cui i semi sonnecchiano nella terra, in apparente morte, in attesa che grazie alla ragione e al lavoro tutto tornerà a splendere.
Com’ era già in uso di sostituire i templi pagani con le chiese, così la celebrazione religiosa è andata a sovrapporsi ad un culto paleocristiano preesistente.
Un culto fatto di riti propiziatori, divinatori e di purificazione con fuoco ed il bagno nei corsi d’ acqua che è stato adottato come commemorazione del battesimo di Cristo così come la nascita per la festività del solstizio d’ inverno.
La scelta cristiana di consacrare il 24 giugno a san Giovanni fa riferimento alla nascita di Gesù il 25 dicembre, che a sua volta si pone in relazione con l’ annunciazione avvenuta nove mesi prima della natività: come afferma l’ evangelista Luca, Maria andò a trovare Elisabetta al sesto mese di gravidanza.
ORIGINE DELLA FESTA AD ANGRI
Benché l’ intitolazione della chiesa risale al 1302 e l’ inizio dei festeggiamenti nel 1600 per ringraziarlo degli interventi a seguito di varie calamità, l’ elezione a patrono ha una data non ben identificata che si colloca tra il XIV ed il XV secolo.
Angri 2 e 3 giugno 2012 Sagra della Grangia di Pizzauto - XV Edizione
Angri, Quartiere Alfano, sabato 2 e domenica 3 giugno si terrà la quindicesima edizione della Sagra della Grangia di Pizzauto una manifestazione storico-culinaria alla riscoperta degli antichi sapori della nostra terra organizzata dalla Parrocchia Santa Maria delle Grazie.
Spettacoli di cabaret (con Mimmo Ruggiero), un concerto della St.Louis Band, animazione ed esibizioni canore dei bambini accompagneranno la degustazione di gustosi piatti tipici delle nostre terre.
Ma che cos’è la Grangia di Pizzauto? Alla fine del Trecento Giacomo Arcuccio, signore di Capri e Gran Camerario del Regno Angioino, donò ai Padri Certosini di S. Giacomo di Capri il Feudo di Cancelleria, che comprendeva vasti territori ricadenti oggi nei comuni di Angri, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità e Scafati.
Sulla strada che congiunge Angri con S. Antonio Abate l'Arcuccio fece erigere, in occasione della nascita del suo secondo figlio maschio, in località Pizzauto (oggi territorio angrese in prossimità dei confini della Parrocchia), una Grangia, ovvero una fattoria , gestita da monaci stessi, per lo sfruttamento dei terreni.
Il complesso, passato negli anni ad un privato, si presenta oggi in una veste complessivamente settecentesca presentando pesanti deturpazioni dovute all'incuria, alle guerre e al sisma del 1980.
La sagra vuole essere un momento importante per ravvivare la memoria storica di Angri.
Angri: inaugurata la Santa Croce nel tempietto di Piazza Crocifisso.
5 maggio 2012, inaugurata la Santa Croce nel tempietto di Piazza Crocifisso. Il Nuovo Crocifisso in legno (creato da Gennaro Marrazzo) sostituisce quello originale oggi conservato presso il museo del Beato Alfonso Maria Fusco ad Angri nella Casa Madre delle Suore Battistine.
Il Crocifisso fu voluto proprio dal Beato e fu fatto costruire da un tavolo da gioco acquistato presso la Casa Sociale di Angri, in quegli anni frequentata solo dalle famiglie ricche per passare ore tra chiacchiere e giochi.
La scelta della sua collocazione, avvenuta nel 1867, non fu casuale ma voluta, in quanto per l'attuale piazza Crocifisso passavano tutti i contadini che raggiungevano le loro terre ed il Beato con quel segno intendeva offrire loro un conforto spirituale oltre che un momento di fede e di preghiera.